Editoriale

L’immondizia a Napoli non è soltanto un’emergenza napoletana o campana, ma è una questione nazionale. Per chi vede la situazione in televisione tutto si risolve a livello di immagine negativa. Che figura facciamo! Ma per chi vive in mezzo all’immondizia l’immagine si trasforma in un sostanziale malessere. 
A chi tocca garantire benessere e quindi anche una città e un ambiente puliti? 
Certamente la massima responsabilità è dei politici e di chi amministra le risorse, ma c’è una responsabilità di tutti che non può essere cancellata. L’igiene, l’ambiente, la sicurezza sono “beni comuni” e come tali non possono essere gestiti con logiche privatistiche o, peggio ancora, speculative. 
E’ lecito quindi per tutelare questa “porzione di bene comune” napoletana, coinvolgere altre città e altre Regioni? 
Secondo i criteri che guidano le politiche sociali (di tipo solidaristico ed egalitario) la risposta è affermativa, perché ogni forma di individualismo (anche nell’accezione localistica) crea tensione e disagio. Ciò vale per i responsabili istituzionali, ma è anche una modalità di vivere il diritto di cittadinanza, oltre i confini del “proprio giardino”. 

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About Author: Istisss

L'Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali ISTISSS svolge fin dal 1960, su base associativa multiprofessionale, attività di studio, ricerca, intervento, sperimentazione di servizi e diffusione dei risultati, formazione ed aggiornamento, documentazione, convegnistica nei campi sociale e sanitario, di tempo libero e del turismo sociale. Attività finalizzate alla realizzazione di un quadro compiuto di solidarietà sociale.