Editoriale Gennaio 2008

Si torna a parlare della 194, l’interruzione volontaria della gravidanza 

L’aborto è un tema ricorrente che entra nel dibattito politico specialmente in occasione di scadenze elettorali; e non soltanto in Italia, ma in tutti i Paesi occidentali. E’ un tema che si presta ad aggregare e a dividere, proprio per il suo forte legame con i valori e con i diritti. La legge italiana (la 194/1978) detta norme sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza e si rivolge quindi alla donna, alla sua salute (presente e futura) e quindi ai suoi diritti. Non è quindi una legge sull’aborto; considerarla tale vuol dire modificarne il significato e spostare l’attenzione dalla donna verso il feto e i suoi diritti. La sostanza forse non cambia, ma cambiano i riferimenti concettuali e i criteri che guidano la formazione delle decisioni in materia. E ciò è rilevante in particolare per l’attività dei consultori familiari e per i programmi di educazione sessuale, due servizi che non possono essere esclusi dal dibattito politico e culturale. Se la comunicazione si concentra esclusivamente sull’aborto, associandolo tra l’altro alla pena di morte, c’è il rischio di stravolgere il contenuto e le finalità della stessa legge. E’ una semplice distrazione o una precisa intenzione?

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About Author: Istisss

L'Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali ISTISSS svolge fin dal 1960, su base associativa multiprofessionale, attività di studio, ricerca, intervento, sperimentazione di servizi e diffusione dei risultati, formazione ed aggiornamento, documentazione, convegnistica nei campi sociale e sanitario, di tempo libero e del turismo sociale. Attività finalizzate alla realizzazione di un quadro compiuto di solidarietà sociale.