Newsletter UNAR N. 13

L'UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali – è stato istituito con il D. Lgs. n. 215/2003 in attuazione della direttiva comunitaria n. 43 del 2000, con funzioni di controllo e garanzia della parità di trattamento e dell'operatività degli strumenti di tutela, avente il compito di svolgere, in modo autonomo e imparziale, attività di promozione della parità e di rimozione di qualsiasi forma di discriminazione fondata sulla razza o sull'origine etnica.

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Inforom #13

MORTI DI SETE

In 54 sono morti per la sete su un gommone che dalla Libia li portava in Italia. Si sono spenti uno dopo l'altro, senza una goccia d'acqua dolce dopo aver provato a bere quella salata, in mezzo al mare. Uno solo si è salvato e dall'ospedale dove è stato ricoverato, ha raccontato agli operatori dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) la storia di un "calvario durato 15 giorni". Ed è proprio l'UNHCR che ha reso nota la vicenda. Dall'inizio dell'anno sono circa 170 gli immigrati morti o dispersi in mare nel tentativo di raggiungere l'Europa dalla Libia. 
http://www.gazzettadelsud.it 

LA CAMORRA A SCUOLA

Il 2 dicembre del 2010 alcuni genitori napoletani si erano rivolti alla camorra per sbattere fuori dalla scuola elementare, alla quale erano iscritti i loro figli, alcuni bambini rom che la frequentavano. E ci erano riusciti a suon di ripetuti raid incendiari nel campo della zona di via Granturco. A un anno e mezzo di distanza, il procuratore aggiunto, Rosario Cantelmo, ha fatto arrestare 18 persone ritenute responsabili degli attentati incendiari e appartenenti al clan dei Casella-Circone. Il giudice, che ha definito “vili e feroci” le aggressioni ai Rom, ha chiarito che sono state sollecitate da alcuni genitori che non gradivano mandare i loro figli nella stessa scuola dei piccoli rom e, dopo aver fatto pressioni sul direttore didattico, avevano escogitato questa altra strada. Due cittadini rom avevano sporto denuncia grazie alla quale è stata avviata l’inchiesta che ha portato agli arresti per “associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione e danneggiamento seguito da incendio, reati aggravati dal metodo mafioso e da finalità di odio razziale”. 
http://www.cronachediordinariorazzismo.org

CAPORALI AL CAPOLINEA

Dopo l’approvazione del decreto legislativo da parte del Consiglio dei ministri sul caporalato, lo schieramento parlamentare dei partiti di destra è insorto. Il decreto, messo a punto dal ministro Riccardi, prevede il diritto al permesso di soggiorno per il lavoratore immigrato che denuncia il suo sfruttatore ed è stato approvato in recepimento della direttiva europea sulle sanzioni per i datori di lavoro che impiegano stranieri irregolari. Il provvedimento inasprisce le sanzioni già previste per chi assume lavoratori non in regola. Le pene sono ulteriormente aumentate se i lavoratori irregolari occupati sono più di tre, se sono minori, e se sono sottoposti a condizioni lavorative di particolare sfruttamento. La sanzione dovrebbe aggirarsi sui 1.000 euro per i datori di lavoro che violano la norma. Il quotidiano Libero e un folto gruppo di parlamentari di partiti di destra ha bocciato il decreto sostenendo che si tratta di una sanatoria mascherata che farà “calare” nel nostro paese 800 mila immigrati. A ben guardare si tratta di un sonoro autogol perché, se la cifra fosse reale, dimostrerebbe quanto è diffuso il lavoro nero soprattutto tra i lavoratori immigrati.

VISTI DAGLI ITALIANI, UNA RICERCA

Lo scorso 11 luglio a Roma, alla sala polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri, in via di S. Maria in Via 37, è stata presentata la prima indagine nazionale “I migranti visti dagli italiani”, promossa e finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità e realizzata dall’Istat. Sono intervenuti tra gli altri i ministri Fornero e Riccardi, il presidente dell’Istat Giovannini, il segretario della Federazione nazionale della stampa, Roberto Natale e il direttore dell’UNAR, Monnanni, il quale ha ricevuto un’autentica ovazione dai presenti, come espressione di rammarico per il mancato rinnovo del suo incarico all’UNAR, effetto della “spending review”. Nel merito, l’Istat ha così riassunto i dati dell’indagine: il 59,5% dei cittadini afferma che in Italia gli immigrati sono trattati meno bene dei non immigrati e ben l’88,7% considera non giustificabile trattare meno bene un lavoratore perché immigrato. Lo stesso campione, però, pensa che nelle graduatorie per le case popolari, dovrebbero essere inseriti dopo gli italiani e addirittura il 48,7 pensa che, causa la crisi, i datori di lavoro dovrebbero dare la precedenza ai non immigrati e il 62,5% ritiene che siano troppi. Per la maggioranza non è un problema avere uno straniero come vicino, tra le comunità che però i cittadini preferirebbero non avere come vicini ai primi posti si collocano i Rom e Sinti (indicati dal 68,4%), seguiti da rumeni (25,6%) e albanesi (24,8%). Anche avere un genero rom creerebbe problemi all’84,6% degli italiani, e la percentuale, in questo caso, non scende tra i più giovani, che invece appaiono più indulgenti sui matrimoni misti per quanto riguarda tutte le altre nazionalità. 
http://www.istat.it

A MILANO UN PIANO "FORTE"

Il Comune di Milano ha appena presentato il piano per Rom Sinti e Camminanti per il prossimo triennio ed il relativo percorso di consultazione e partecipazione per la prima volta aperto agli interessati e agli enti e associazioni che li rappresentano e tutelano. Tutto ciò in concomitanza con gli sgomberi dei campi del cavalcavia Bacula e di Via Colico, quest’ultimo in piedi dal 2005. Il Naga, l’associazione di medici e operatori impegnata a Milano su migranti e Rom, ha così commentato:“Un piano per Rom, Sinti e Camminanti non può partire dagli sgomberi. Negli scorsi mesi era iniziato un percorso di confronto fra i rappresentanti delle famiglie della comunità sgomberata, il Naga, la Consulta Rom e Sinti di Milano, il gruppo Forlanini e l’Amministrazione, bruscamente interrotto all’inizio di maggio dal Comune stesso, che si è rifatto vivo solo ora a suon di ruspe” concludono i volontari del Naga. 
http://www.naga.it

UNA STORIA A LIETO FINE

Dejan Lazic, 24 anni, giovane rom di origini serbe, era stato arrestato nel 2011 a causa di un piccolo furto e detenuto in carcere per 5 mesi. Da lì era stato condotto al Cie di Milano di via Corelli a seguito della notifica di un provvedimento di espulsione. Nel provvedimento era stato accusato di aver fatto ingresso in Italia nel 2005 sottraendosi ai controlli di frontiera. Ma Dejan è nato a Moncalieri, è sempre vissuto lì e non era mai stato all’estero prima di essere espulso. Ieri, a seguito del ricorso contro il decreto di espulsione presentato dagli avvocati della difesa, il giudice di pace di Milano ha dichiarato che il giovane rom “deve essere considerato cittadino italiano e ha diritto di tornare nel suo Paese, in quanto nato e cresciuto in un comune nei dintorni di Torino”: nonostante i suoi genitori siano originari della Serbia, è “fratello di cittadino italiano” e ”non si è mai mosso dal suo Paese di nascita”. Inoltre, la sua espulsione è stata considerata “illegale” in quanto non è mai stata tenuta un’udienza sul ricorso. Dejan potrà quindi finalmente rientrare in Italia e, con l’aiuto dei suoi legali, otterrà anche un regolare permesso di soggiorno.

"ITALIA INTOLLERABILE" PER IL COMMISSARIO EUROPEO

Dopo la visita in Italia avvenuta dal 3 al 6 luglio, il Commissario per i diritti umani, Nils Muiznieks, si è detto preoccupato per alcune situazioni ritenute “intollerabili come le condizioni di vita degli immigrati dei centri di identificazione ed espulsione e dei rifugiati del “Salam Palace” a Roma e le condizioni in cui versano le comunità rom e sinte. La notizia è stata rilanciata anche dal Financial Times che riferisce delle preoccupazioni del Commissario europeo per le condizioni dei rifugiati: “In questo governo avevo visto l’opportunità di chiudere con le politiche degli anni passati”, ha aggiunto Muiznieks che lancia una sonora bacchettata anche per quanto riguarda la condizione dei Rom. Nonostante il governo Monti abbia varato una strategia nazionale, Muiznieks si è detto preoccupato per la reale possibilità di realizzare percorsi di integrazione per i Rom in maxicampi, come quelli di Roma. “Non è questa la soluzione per l’integrazione dei Rom”, ha detto il commissario dopo aver incontrato le associazioni e federazioni rom e sinte e visitato il campo di Salone, condannando le condizioni di vita nell’insediamento e la lontananza dai mezzi di trasporto pubblico, dalle scuole e dai luoghi di lavoro. Anche l’attuazione della Strategia nazionale per i Rom, e l’impegno per il contrasto delle discriminazioni, con l’indebolimento del personale dell’UNAR, che dal 1 novembre scenderà dagli attuali 13 funzionari a 4 persone, è secondo Muiznieks un punto debole per l’attuazione degli impegni comunitari intrapresi. 
http://europa.eu/pol/rights/index_it.htm 
http://www.21luglio.com

MA GLI SGOMBERI NON FINISCONO MAI

Ecco un (parziale) elenco dei principali campi sgomberati la scorsa settimana. Oltre a quelli di Milano denunciati dal Naga (vedi notizia) a Firenze è stato demolito il campo rom dell’Olmatello, in viale XI agosto. Nel campo, che esiste dagli anni Ottanta ed è “disciplinato” dal Comune dal 1997, da qualche settimana non era più presente nessun nucleo familiare. Si tratta della conclusione del processo di superamento del campo avviato nel 2009, quando vi abitavano circa 140 persone, peccato dal giugno scorso i nuclei rom coinvolti nel processo di superamento e seguiti dai servizi sociali e dalla cooperativa sono stati 13 per un totale di 54 persone, di cui 23 minori. Intanto, a Roma è stato sgomberato il campo di Tor di Quinto, a nord della città. La conseguente affissione di manifesti a memoria dell’evento, collocati per lo più in luoghi abusivi, indica come il sindaco Alemanno sia particolarmente fiero del proprio provvedimento. Lo sgombero ha riguardato circa 300 Rom, abitanti nel campo di via del Baiardo, uno degli insediamenti storici della capitale e uno dei campi cosiddetti "tollerati" dall'attuale amministrazione comunale.

LA "RIVOLTA" DI SAN SPERATE

"Sveglia! Sono arrivati a San Sperate oltre 400 Rom". Comincia così il volantino diffuso per la cittadina di San Sperate, vicino Cagliari: “Un'invasione degli sfollati dell'ex campo nomadi della 554 di Cagliari che si riversa nella cittadina”. San Sperate, 7.800 abitanti, il Paese Museo, il paese dei Murales, il paese della cultura. Poi, è lo stesso sindaco, inconsapevolmente, a ridimensionare la “marea”: "Mi chiedo come sia possibile apprendere dai propri concittadini che in paese si siano già trasferite, con l'avallo del Comune di Cagliari alcune famiglie Rom". Alcune, ma quante? È stato necessario convocare urgentemente un consiglio comunale aperto alla cittadinanza: la popolazione si riversa nell'aula comunale. “La nostra piccola comunità tuona il primo cittadino – ha già tanti problemi e tante vessazioni da parte dei cosiddetti "enti superiori". Non abbiamo soldi per i nostri disoccupati, non abbiamo spazio nella scuola materna per i nostri figli, non abbiamo personale adatto a vigilare e personale qualificato per affrontare problematiche che sono complesse. In poche parole non possiamo farci carico anche di questo problema. San Sperate non merita questo". Alla fine, l’ammontare dell’“invasione”era pari ad una trentina di persone…

SPAGNA SENZA SALUTE

Chi farà le spese prima di tutti dei tagli decisi in Spagna dal governo Rajoy (7 miliardi) saranno i migranti colpiti dal primo settembre dalla revoca della tessera sanitaria per i cittadini stranieri in situazione irregolare. Il ministero della salute non ha fornito la cifra di quante persone perderanno con la nuova norma l’assistenza sanitaria gratuita – che era garantita con la semplice dichiarazione di domicilio – però ha dichiarato che la misura permetterà alle malandate casse dello Stato di risparmiare 500 milioni di euro. Le stime pubblicate dalla stampa spagnola e da alcune ONG situano il numero di immigrati colpiti dal decreto tra i 150.000 e i 500.000. Un calcolo realizzato dal quotidiano El País, e basato sulla spesa media sanitaria per ogni cittadino spagnolo, riduce la stima del risparmio dichiarato dall’esecutivo in 240 milioni di euro. È un risparmio che non è del tutto garantito perché a fare da contrappeso c’è il rischio di un aumento degli ingressi al pronto soccorso, unico spazio che rimane di libero accesso insieme all’assistenza alle donne in gravidanza e ai minori. 
http://www.redattoresociale.it

 
 

  L'ISTISSS ha avuto l'incarico dall'UNAR- Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e Punto di Contatto Nazionale per le strategie di inclusione dei Rom – di realizzare per due anni in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con uno sguardo anche al resto del Paese e all’Europa, un servizio denominato "Strumenti di Informazione, Sensibilizzazione e Formazione per operatori pubblici" (PON "Governance ed Azioni di Sistema", FSE 2007-2013, Obiettivo Convergenza, Asse D "Pari opportunità e non discriminazione", Obiettivo Specifico 4.2 – Azione 6).

 La Rivista di servizio sociale 
http://www.rivistadiserviziosociale.it/

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About Author: Istisss

L'Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali ISTISSS svolge fin dal 1960, su base associativa multiprofessionale, attività di studio, ricerca, intervento, sperimentazione di servizi e diffusione dei risultati, formazione ed aggiornamento, documentazione, convegnistica nei campi sociale e sanitario, di tempo libero e del turismo sociale. Attività finalizzate alla realizzazione di un quadro compiuto di solidarietà sociale.