Editoriale dicembre 2007

Nidi e politiche per la famiglia 

Quando si discute di politiche per la famiglia emergono inevitabilmente aspetti che riguardano gli anziani, i minori, le donne, il lavoro, la casa ecc. In una parola tutte le dimensioni di un welfare. In quest’ottica sono anche comprensibili le difficoltà di un Ministero a formulare una politica, senza andare a invadere competenze di altri Ministeri. Tra tutte le dimensioni peraltro quella che concerne la prima infanzia assume, nelle politiche, una posizione privilegiata, proprio per i suoi contenuti. Per questo le attenzioni che vengono rivolte ai nidi rappresentano un indicatore significativo dell’importanza riconosciuta alla famiglia, al di là della semplice retorica. L’articolo di Cristiano Gori (Il sole24 ore del 18/11/2007) in tal senso è rivelatore. La finanziaria appena approvata riduce notevolmente i finanziamenti ai nidi, rispetto al piano già elaborato e nega nei fatti la rilevanza dell’intervento. E’ vero che la “coperta” delle risorse è sempre stretta e quindi, per coprire una parte, se ne scopre un’altra; ma non è indifferente lasciare scoperta una parte o l’altra. Queste scelte esprimono una strategia e, nel medesimo tempo, sono il segno del potere delle diverse lobbies. A quale strategia si ispira la lobby della famiglia? Forse pensa ad una famiglia che non ha bisogno dei nidi, perché c’è un “angelo” cui affidare i bambini? 

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L'Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali ISTISSS svolge fin dal 1960, su base associativa multiprofessionale, attività di studio, ricerca, intervento, sperimentazione di servizi e diffusione dei risultati, formazione ed aggiornamento, documentazione, convegnistica nei campi sociale e sanitario, di tempo libero e del turismo sociale. Attività finalizzate alla realizzazione di un quadro compiuto di solidarietà sociale.